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//home / Offerta di servizi psicologici / Consulenza competente e terapia  / Quali sono i miei diritti {$altPrint}
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      Quali sono i miei diritti
 

Attività in virtù di un mandato
Quando si fa ricorso ad un servizio psicologico, che si tratti di consulenza o di una terapia, si è in presenza, dal punto di vista legale, di un mandato. Lo psicologo specialista s’impegna a svolgere con cura il compito affidatogli, mentre il cliente (paziente) s’impegna a pagare il servizio che gli è stato fornito. Questo mandato può essere sciolto da entrambe le parti. Il paziente può decidere quando interrompere la consulenza o la terapia. In ogni caso si raccomanda di chiarire durante il primo colloquio quanto potrebbe durare il trattamento e discutere insieme i motivi che inducono una persona a voler concludere il mandato.


Prima di conferire il mandato è opportuno riflettere sulle condizioni quadro e porsi le seguenti domande:

  • Cosa mi aspetto dalla consulenza/terapia?
  • Preferisco una psicologa o uno psicologo?
  • Desidero parlare da solo o in gruppo con lo psicologo?
  • Quanto tempo e denaro sono disposto a investire?


Il primo colloquio

Il primo colloquio, sopratutto nella terapia, serve a conoscersi reciprocamente: voi esponete allo psicologo la problematica e le vostre aspettative, lo psicologoco si presenta e illustra le proprie competenze professionali, la formazione che ha seguito e il metodo di lavoro. Se lo psicologo non vi fornisce queste informazioni non esitate a chiederle.


Durante il primo colloquio lo psicologo dovrebbe fornirvi anche le seguenti informazioni: costi, durata delle sedute, frequenza, onorario, modalità di pagamento. Al termine del colloquio, lo psicologo dovrebbe anche essere in grado di indicarvi la durata indicativa della terapia. Può succedere ovviamente che nel corso del trattamento lo psicologo debba rivedere la propria valutazione. 


Può succedere che, alla fine del primo colloquio, lo specialista vi dica di non essere la persona adatta per risolvere il vostro problema. Ciò non va inteso come un rifiuto, ma come segno di competenza professionale, in quanto non tutti gli psicologi sono adatti a curare ogni tipo di problema.


Durante e dopo il colloquio dovete chiedervi se vi sentite a vostro agio, se vi fidate dello specialista e se avete l'impressione che vi possa aiutare: questi sono infatti fattori importanti per il successo del trattamento. Non abbiate paura di comunicare allo specialista (alla fine del colloquio o più tardi, per telefono) che preferite rivolgervi ad un altro specialista. È bene sapere, però, che il primo colloquio è a pagamento.


Segreto professionale / informazioni confidenziali

Tutto ciò che raccontate durante la consulenza psicologica o la terapia è confidenziale; gli psicologi sono vincolati dal segreto professionale e i dati che raccolgono sottostanno alla legge sulla protezione dei dati personali. Gli psicologi possono rivelare delle informazioni soltanto con il vostro consenso e non hanno nemmeno il diritto di rivelare che vi stanno seguendo. La legge prevede l’obbligo da parte degli psicologi di rivelare delle informazioni solo in pochissimi casi; prima, però, devono informare il diretto interessato. Nella maggior parte dei cantoni gli psicologi sono tenuti a conservare le cartelle cliniche per 10 anni, dopo di che possono distruggerle. Ciò significa che voi, in qualità di clienti, avete il diritto di prendere visione della vostra cartella clinica in qualsiasi momento. Questo anche se lo psicologo specialista non vi consegna gli appunti personali che contengono semplici ipotesi e supposizioni o eventuali indicazioni fornite da terzi.


Difficoltà

Una terapia o una consulenza mirano generalmente ad ottenere un cambiamento. È normale - anzi, fa persino parte di questo processo - che durante il trattamento si provino delle sensazioni negative. Non esitate a parlare di queste sensazioni con il vostro psicologo. Se però la sensazione di forte disagio dovesse prolungarsi, se non aveste fiducia nello specialista che vi segue o vi sentiste incompresi, cercate di parlarne ad una terza persona che abbia le necessarie competenze. In rari casi può succedere che uno psicologo FSP contravvenga ai principi etici del codice deontologico FSP. Questo codice definisce tra l’altro quali sono le responsabilità che gli psicologi FSP devono assumersi, come garantiscono la loro competenza professionale, come devono trattare le informazioni confidenziali e come devono impostare il loro rapporto professionale con i pazienti. Eventuali violazioni al codice deontologico vanno segnalate alla Commissione per il codice deontologico della FSP, che è incaricata di esaminare il caso e se necessario di disporre sanzioni e provvedimenti disciplinari. I reclami devono essere presentati per iscritto alla Commissione. Oltre ad indicare i propri dati personali, i clienti devono descrivere la violazione osservata (indirizzo: FSP, Commissione per il codice deontologico, Choisystr. 11, Casella postale, 3000 Berna 14).