Accolto con favore il nuovo disciplinamento, a suscitare dubbi è la durata della terapia

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Psicoterapeute e psicoterapeuti accolgono con favore la proposta del Consiglio federale volta a ridisciplinare la psicoterapia psicologica. La modifica contribuisce ad eliminare le strozzature che attualmente limitano l’assistenza nelle aree rurali nonché la terapia di bambini e ragazzi. Dubbi sorgono invece in relazione alla proposta di restringere la durata della terapia: per gli psicoterapeuti, quindici sedute sono troppo poche.

La proposta del Consiglio federale è garantire in futuro la copertura, da parte dell’assicurazione di base, delle prestazioni di psicoterapia erogate da psicologi psicoterapeuti in presenza di prescrizione medica. Il modello attuale prevede invece che l’assicurazione di base si faccia carico delle spese soltanto se la prestazione è dispensata sotto il controllo di un medico. 

Le associazioni di categoria FSP, ASP e SBAP, che rappresentano psicoterapeute e psicoterapeuti psicologi, accolgono con espresso favore un passo atteso da lungo tempo. «Il passaggio dal modello della delega a quello della prescrizione rappresenta un miglioramento sostanziale dell’accesso alle cure psicoterapeutiche, a tutto vantaggio dei pazienti, che oggi devono fare i conti con lunghi tempi di attesa e conseguenze potenzialmente disastrose», afferma Yvik Adler, co-presidente della Federazione Svizzera delle Psicologhe e degli Psicologi (FSP).   

Quindici sedute sono troppo poche

Nel parere stilato congiuntamente dalle associazioni sul disegno del Consiglio federale e presentato nel quadro della procedura di consultazione, emergono però anche dubbi concernenti, in special modo, la norma che limita la prescrizione del medico a sole quindici sedute.  Ciò vorrebbe dire che, già al termine delle quindici sedute, si dovrebbe andare di nuovo dal medico per ottenere una seconda prescrizione di ulteriori quindici sedute. «È un adempimento amministrativo del tutto inutile», afferma Gabriela Rüttimann, presidente dell’Associazione svizzera degli psicoterapeuti (ASP). «In molti casi, quindici sedute non bastano, soprattutto se i pazienti sono bambini o ragazzi. Per loro, infatti, si rendono spesso necessari complessi accertamenti che coinvolgono anche cerchie di persone esterne.»  

Ha incontrato le resistenze dei professionisti anche la proposta di introdurre, quale presupposto per la continuazione della terapia, l’obbligo di relazionare al medico di fiducia della cassa malati già dopo trenta sedute. Oggi, una relazione di questo tipo deve essere redatta solo alla quarantesima seduta, prassi che secondo Christoph Adrian Schneider, presidente dell’Associazione professionale svizzera della psicologia applicata (SBAP), si è ormai consolidata come efficace. «Questa modifica, così come quella che vuole limitare la durata delle sedute a sessanta minuti, non arreca nessun beneficio, ma va semplicemente ad aumentare il carico di lavoro dello psicoterapeuta curante, del medico prescrivente e delle casse malati.» 

Si spera in una rapida entrata in vigore

Malgrado queste obiezioni, in generale gli psicoterapeuti si dicono soddisfatti del nuovo disciplinamento. Stephan Wenger, co-presidente della FSP, ha dichiarato: «È da tempo che chiediamo di modificare la regolamentazione e siamo lieti dei passi avanti che si stanno facendo, a beneficio delle persone con disturbi psichici. Con questa mossa, il Consiglio federale ha dimostrato coraggio e di avere a cuore la salute psichica dei nostri concittadini.» È ora che si compia anche l’ultimo passo e che il nuovo disciplinamento entri in vigore. Le associazioni professionali lavoreranno insieme per garantire l’attuazione quanto più rapida possibile della modifica all’ordinanza, con gli emendamenti ritenuti, a loro avviso, necessari. 

Documenti:

Per ulteriori informazioni:

Ufficio stampa FSP, 031 388 88 48, media [at] fsp.psychologie.ch

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