Il Tribunale federale dà ragione agli psicoterapeuti

Joël Frei
Politica professionale
Federazione
Nel 2014 uno psicologo psicoterapeuta aveva presentato, con il supporto dell’Associazione cantonale delle psicologhe e psicologi zurighesi (ZüPP) di cui era socio, un’azione legale contro un servizio di psichiatria cantonale.

L’attore riteneva che il Cantone di Zurigo lo avesse inserito in una classe salariale troppo bassa rispetto ad altre funzioni «tipicamente maschili» quali ingegnere, ispettore fiscale o revisore dei conti e chiedeva di essere assegnato a una classe salariale più alta. La FSP ha sostenuto la ZüPP finanziando una perizia legale.
 
In seguito alla decisione sfavorevole adottata dal Consiglio di Stato zurighese nel 2018 e al rigetto del ricorso presentato al Tribunale amministrativo cantonale nel 2019, nel giugno 2019 la ZüPP ha inoltrato ricorso al Tribunale federale. La perseveranza della ZüPP e del suo socio è stata premiata: il 20 febbraio 2020 la Corte suprema svizzera ha parzialmente accolto il ricorso.

Nella sua sentenza, il Tribunale federale ha ritenuto che la professione di psicologa/o è una professione «tipicamente femminile» vista la percentuale di donne superiore al 70 per cento e che pertanto è applicabile la legge federale sulla parità dei sessi. La Corte suprema ha cassato la decisione del Tribunale amministrativo di Zurigo e ordinato il riesame per accertare un’eventuale discriminazione salariale.
 
Per la ZüPP e la FSP la sentenza del Tribunale federale è un primo passo positivo verso una remunerazione adeguata e non discriminatoria delle psicologhe e degli psicologi che lavorano nel settore pubblico. 

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